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Cartoline dall’inferno

Pubblicato il 23 agosto 2012, da in editoriali.

E’ agosto, fa caldo, molto caldo, incendi ovunque, lo spread sale e scende come un termometro impazzito intimando la trebbiatura dei titoli di borsa, del resto siamo in stagione. La penisola è nelle morse di una tensione sociale rovente, le manifestazioni di protesta, come lingue di fuoco inarrestabili, attraversano la penisola sprigionando tutto il loro portento, fiamme e lapilli anche sotto il parlamento. La politica è assente, il palazzo non risponde, chi è senza peccato scagli la prima pietra… siamo tutti peccatori. Cosa sta succedendo? Fossimo già tutti all’inferno e non ce ne siamo accorti? Se così fosse, e non è un ipotesi azzardata, dobbiamo rendere conto dei nostri peccati ad un Ente superiore che non è l’INPS. Ammesso che esista l’inferno, e non è escluso perché un mio amico peccatore è tornato dal coma più abbronzato, deve essere atroce: fiamme, merda, tantissima merda, pioggia di lapilli, e tutto questo per l’eternità, per fartela pagare! Quindi prepariamoci seguendo  alcuni consigli per affrontare l’inferno: l’abbigliamento deve essere quanto più è possibile leggero, niente cappotti e maglie di lana. Quando arrivate, non fate i burini. Educazione alla porta, salutate anche se non conoscete, non ve ne uscite con frasi tipo: “chi diavolo è questo?” Il linguaggio bisogna rivederlo tutto, ci sono frasi che dette qua hanno un senso, dette la diventano delle stronzate. Ad esempio frasi come: “ci posso mettere la mano sul fuoco”, “fa un caldo della Madonna!” oppure “ho passato una giornata d’inferno” sono da evitare accuratamente. A cena, quando ordinate, non tentate di fare gli spiritosi, “polli alla diavola” non ne hanno. Ah, soprattutto, toglietevi l’idea del ventilatore nascosto tra le mutande, ché se ve lo scoprono sono capaci di metterlo in moto col solo pensiero e, se per le donne può avere l’effetto “EPYLADY”, per gli uomini so’ cazzi!

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