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Gossip

La lingua italiana ha un vocabolario estesissimo che permette di esprimere concetti complessi e di veicolare con estrema chiarezza il pensiero e l’idea di ciò che si vuole esporre. Ma nell’idioma parlato l’abitudine di usare parole prese in prestito da lingue straniere è sempre più frequente, con la convinzione che questa consuetudine conferisca un’aura di modernità e dello stare al passo coi tempi. Gli esotismi in uso corrente sono molti e risparmiandoci un lunghissimo elenco ci soffermiamo sulla parola Gossip per comprenderne meglio il significato. Il filmato che segue vuole dare risposte chiare ed esaustive su questo termine.

 

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5 Risposte

  1. Laura

    Salvino se intervistavi me te lo dicevo subito subito il significato di gossip!io sono espertissima in gossip!!! non solo su me stessa(faccio autoironia) ma sopratutto mi piace fare gossip sulle bacheche degli altri…altrimenti che gusto c’è? se mi intervistavi ti facevo pure fare bella figura…ma mi sa che il tuo intento è proprio il contrario, cioè mostrare quanta gente non conosce alcuni termini anglosassoni o li utilizza senza conoscerne bene il significato. Ormai da anni è diventata una moda e si usano termini anglosassoni praticamente in tutti i settori, si inglesizza tutto, col rischio di usare termini in modo inaproppriato o fuori luogo, perchè così fa più “intellettuale” e si vuole dimostrare di essere acculturati al passo coi tempi. Ma perchè usare i termini col loro nome, nella nostra lingua italiana fa troppo “Italiano” è troppo antico ed è poco “figo”??? insomma parlare come si mangia non è più di moda….

    • Ciao Laura, sono con te quando dici “parla come magni” come dicono a Roma… non si sa perché in alcune cose siamo particolarmente esterofili… quando invece avremmo a disposizione non solo l’italiano ma anche molte parole dialettali che sotto certi aspetti hanno una forza espressiva ancora maggiore rispetto all’italiano stesso. Abbiamo disimparato ad appassionarci ai nostri dialetti che dovrebbero, invece, diventare oggetto di studio. Forse ho un po’ divagato, ma la penso così.

      • Laura

        Ciao Salvino, ma no non hai divagato introducendo il discorso dei dialetti, hai solo esteso l’argomento, che in un certo senso è ricollegabile. Molti anni fa quando facevo le scuole elementari, c’era l’usanza, almeno in alcune regioni e città, da parte dei genitori, di insegnare ai bambini solo la lingua italiana, appresa per intero a scuola, e si evitava il più possibile di parlare in dialetto ai bambini, sia mai imparassero qualcosa di sbagliato. Io sono tra quelle persone alle quali il dialetto non è stato insegnato a parlarlo, però capisco i significati quando lo si parla, perchè volenti o nolenti c’era sempre qualcuno degli anziani che sapeva solo parlare il dialetto, e quindi ho appreso indirettamente i significati dialettali( per forza di cose o imparavi a comprenderli o non c’era dialogo con loro!). In altre regioni, invece e in altri contesti, questa usanza ha attaccato poco, infatti conosco molti miei coetanei e ditorni, che oltre a parlare perfettamente l’italiano, parlano anche il loro dialetto. Circa una quindicina di anni dopo invece, si capì l’importanza dei dialetti regionali e in alcune scuole elementari si introdusse anche la possibilità di imparare anche il dialetto. Quindi anche il modo di intendere la cultura cambia nel tempo e avolte si recuperano usanze andate in disuso o considerate fuori moda. Secondo me sapere parlare o almeno capire il dialetto di dove si vive non è poi così tanto malvagio.

        • Cara Laura, considera che quando un attore deve studiare un ruolo, una delle strade più battute è quella di tradurre nel proprio dialetto le battute che deve imparare, tale stratagemma consente di dare un colore e una personalità peculiare, una maggiore credibilità nelle intenzioni e a tutto ciò che si dice, dopodiché si riporta tutto all’italiano e il gioco è fatto.

          • Laura

            Vedi, ho imparato una cosa nuova!questa cosa che per girare certe scene ambientate in una certa regione o provincia si impara il dialetto e poi si traduce in italiano, mica lo sapevo.
            p.s. ho risposto solo ora al tuo commento perchè sto spulciando gli articoli vecchi del tuo blog sui quali ho lasciato qualche mia riposta. Piano, piano leggo tutto.

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