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Lo spread passa col rosso

Pubblicato il 6 settembre 2012, da in editoriali.
Un articolo nostalgico
Da recenti studi, sembrerebbe, che negli ultimi tempi, l’italiano medio abbia problemi ad arrivare alla fine del mese. Studi tedeschi dimostrano, invece, che sia il mese ad arrivare prima a fine stipendio.

Le famose millemilalire.

Voglio aprire la mia, speriamo lunga, serie di articoli parlando di argomenti attuali e cari per precari, che non possono permetterseli ma li hanno lo stesso. Ultimamente si sentono molti più vocaboli sconosciuti, che, a forza di venire pronunciati, si fanno conoscere troppo bene. Il punto è che nessuno sa cosa siano in realtà. Li conosciamo solo di nome, un po’ come quando salutiamo il vicino di casa o il gestore del bar in piazzetta: “Ciao Spread! Signor Bund, come se la passa? Ha fatto il Rating?”
Al giorno d’oggi usciamo tutti a fare del Rating, perché se non fai Rating sei fuori moda. Ma dov’era il rating dieci anni fa? E quindici anni fa? Di sicuro non era in pizzeria, perché se uno chiedeva duemila lire di pizza bianca il pizzaiolo si preoccupava che non si facesse indigestione. Il Rating deve essere una sorta di lievito. I pizzaioli lo usano per far lievitare i prezzi, in compenso, la pizza è sempre più sottile. Va di moda essere magri e si spende per esserlo, acquistando il niente col valore di una collana di libri di ricette. Il rating è quel lievito che fa crescere lo spread e, da poco, in Italia è tutto più grande… lo spread. Il rating scende, ma meno ce n’è più il prezzo della vita sale. Meno Rating, più spread, meno denari in circolazione. Perché per diminuire lo spread e aumentare il rating bisogna diminuire i contanti, perché , con tanti problemi, bisogna scegliere tra i tanti quello che fa più contenti, quindi si inizia ad eliminare il denaro, la radice di tutti i problemi.
Iniziamo a pagare con la carta di credito, così nessuno evade più le tasse, ma la carta di credito è quella cosa che ti fa entrare in tasca tanti di quei contanti che i tanti problemi eliminati dall’eliminazione dei contanti vengono sostituiti dai tanti debiti. “Ho il conto in rosso” Ma se è rosso stai fermo, non vai avanti. Allora la vita si ferma e le spese continuano, passano col rosso. La vita è ferma e le spese vanno avanti, la distanza aumenta, aumenta lo spread, diminuisce il Rating e il Signor Bund spegne il cellulare e diventa irragiungibile.
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4 Risposte

  1. Laura

    Io invece dico sempre: “lo stipendio finisce ancora prima di arrivare” nel senso che se si paga con la carta di credito, gli addebiti arrivano sul conto il mese successivo e se si fanno bene i conti circa le spese effettuate nel mese corrente, gà si sà quanto sarà l’addebito il mese successivo che sottratto dallo stipendio, fa rimanere solo le briciole per sopravvivere. Insomma per tenere tutto sottocontrollo, bisogna comportarsi come un contabile, scrivere le spese senza dimenticarsi di nulla, altrimenti basta un attimo per sforare il budget e trovarsi col conto in rosso.
    Collegato a questo argomento, mi viene in mente chi compra tutto a rate, anche il superfluo, ciò che di fatto non è necessario, ma un cellulare nuovo, l’i-phone, il navigatore satellitare o un elettrodomestico ultima generazione, fa più fashion, fa più “fico” gli serve per stare più alla moda, anche se poi di fatto non usano lo strumento nella sua completezza, nel senso che imparano ad usare solo alcune funzioni perchè imparare tutto è troppo complicato. Conosco diverse persone così, infatti mi chiedo: ” ma che se li comprano a fare certi attrezzi se poi usano la metà delle funzioni previste???” è perchè così si sentono più alla moda. Queste persone solitamente comprano tutto a rate perchè gli sembra di pagare poco, ma poi sommando tutti gli importi spesi , si arriva a cifre che raggiiungono lo stipendio e si indebitano tanto che poi si trovano che non possono pagare le bollette, il bollo auto, e altre tasse in generale finchè non gli arrivano gli avvisi bonari, le cartelle esattoriali di equitalia e nei casi più gravi anche i pignoramenti. C’è una mia amica che alcuni mesi fa si comprò a rate un iphone che costa di più dello stipendio suo e prima dell’estate gli è stato rubato perchè lei stessa ha affermato di essere stata incauta. Avendo scelto l’opzione a rate, di fatto ora si ritrova a pagare un oggetto che non possiede più. Ma mica le è servita la lezione!Ha comprato un nuovo smartphone, sempre a rate e più caro del precedente, più aggiornato con una sacco di funzioni che non usa nemmeno e che non ha nemmeno intenzione di imparare ad usare! E che dire di un altro mio amico che si è comprato un navigatore satellitare e che di fatto non lo usa mai; le poche volte che uscivo con lui, ero io che gli facevo da navigatore e gli davo le dritte per fare il percorso più breve perchè lui non lo accendeva e quando lo usava, lo impostava male e mi faceva fare il giro di peppe… Io questa gente che si compra le cose complicate da usare e superaccessoriate ma che di fatto non le utilizza appieno, proprio non li capisco…imparassero a usarlo almeno, visto che ci spendono capitali!ma quelli che mi danno più sui nervi, sono quelli che si comprano le cose costose, si indebitano tanto che poi non possono comprarsi il necessario che davvero serve per vivere e poi piangono miseria e chiedono elemosina agli amici.
    Sarò all’antica, ma sono del parere che in base alle proprie entrate, è meglio comprarsi ciò che ci si può permettere di comprare, senza indebitarsi per poter vivere decentemente e sopratutto comprarsi ciò che si usa effettivamente anche se è meno bello, meno alla moda o non è di ultimissima generazione.

    • Condivido a pieno…. ma il vero problema Laura, è il diritto alla dignità della persona. Bada, quello stesso diritto che ci è riconosciuto in natura, cioè, il diritto alla dignità che l’esistenza stessa impone a ogni essere umano affinché sopravviva secondo i dettami di madre terra. Ebbene tale dignità, nelle stratificazioni sociali organizzate, è sacrificata al tornaconto di gruppi di potere costituito che legiferano esclusivamente a favore dei propri particolari interessi. Un potere invisibile, edulcorato e mercificato attraverso la persuasione occulta per adescare il cittadino al mercato dell’inutile: la réclame, il carosello della felicità, il “venghino signori venghino”. Basta lanciare il modello di riferimento e il gioco è fatto, tutti c’immedesimiamo in quel modello e non desideriamo altro che quello.

      • Laura

        Infatti, come dici tu Salvino, la maggior parte delle persone, e non solo i ragazzini, ma anche molti adulti come noi e più anziani di noi, si lascino incantare dalle novità pubblicizzate e senza riflettere, acquistano anche ciò che non serve. Ai tempi in cui ero ragazzina io, erano solo gli adolscenti che per omologarsi ai compagni e far parte di un certo gruppo, si facevano acquistare dai genitori i capi firmati o gli accessori solo di un certo marchio, per essere sempre alla moda e per non sentirsi esclusi dal gruppo. Quei ragazzini, ora sono diventati adulti,, molti sono genitori, ma da allora non sono cambiati per nulla e trasmettono ai loro figli questo comportamento. Perciò si tende sempre di più alla standarizzazione per uniformarsi agli altri e se non si seguono certe mode si viene giudicati controcorrente, antichi, matusalemme e “out.”

  2. Laura

    A questo argomento collegato anche alla crisi economica, mi viene in mente un fatto accaduto di recente, praticamente due giorni fa. C’è crisi , c’è crisi ma tutti corrono alla presentazione dell’ultimo iphone 5 e stanno in fila per ore e ore per tentare di accaparrasi l’ultimo modello….!!!Ieri sera è stato trasmesso un servizio al tg1 e sono stati intervistati i clienti in file negli store di telefonia, e la cosa che mi ha stupito di più è che molti sono ragazzini e pure disoccupati!!!E io che mi stupivo della mia collega di lavoro che si è fatta uno smartphone che costa più dello stipendio che prende…ma vedo che fanno anche di peggio! Passi chi può permetterselo un nuovo acquisto e vuole sempre stare aggiornato e alla moda, ma chi non ha nemmeno i soldi per compare proprio l’ultimo iphone si deve comprare che costa circa 1000,00 euro???Infatti la domanda che mi sorge e che gli è venuta pure agli intervistatori è: ma come fanno a comparselo se non lavorano???
    Le risposte degli intervistati sono state svariate: “vendo il vecchio apparecchio e lo compro nuovo con un aggiunta di prezzo”; “metto da parte i soldi risparmiando su altre spese e rinunciando ad altre cose che mi interessano di meno”; “mi faccio prestare i soldi” “me lo faccio regalare”; “lo compro a rate” (ma glielo danno il finanziamento rateale se non lavorano???mah…dubito…)
    Ma tutta quella gente in fila non sarà che lì solo per fare un po’ di scena?possibile che tutti quanti siano lì e comprino davvero?mi vengono in mente le file fatte durante i saldi di fine stagione davanti ai negozi di abbigliamento firmato. …
    Sul servizio al tg1 è stato detto di alcuni atteggiamenti legati al consumismo che avevo notato anch’io e che ho scritto in un posto dei giorni scorsi appena sopra questo: cioè che si acquistano modelli di cellulari o altri apparecchi elettronici o informatici e e non solo, per omologarsi agli altri, per entrare a far parte di un gruppo ed essere accettati, per stare alla moda e non essere mai controcorrente “out”. Io ho usato altri termini rispetto ai giornalisti del servizio ma il significato è lo stesso, quindi mi fa piacere che sia stato notato anche dai giornalistici e sia stato fatto un servizio sull’argomento.

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