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Miss Italia 2013

Che cosa spinge una ragazza a partecipare alle selezioni di Miss Italia? Sono spinte dal desiderio di essere famose? Dalla bellezza? Dal narcisismo? Soprattutto sono spinte dalla mamma, che in realtà vorrebbe esserci lei al posto della figlia. Quand’è che si capisce che tua figlia può concorrere a Miss Italia? Fin dalla prima adolescenza! In realtà molto prima. Sin dalla prima ecografia, che entra a far parte del book fotografico dell’aspirante, come si evince dalla foto che segue.

Tant’è vero che adesso le mamme si fanno fare l’ecografia direttamente dai paparazzi, così hanno ecografia e book fotografico con un’unico scatto. Il percorso per arrivare a Salsomaggiore è duro, soprattutto se vieni dal sud perché a Roncobilaccio ci sono sempre almeno quattro chilometri di fila. La selezione comincia subito dal parto. Il feto, o meglio la feta, che non è un formaggio greco, come deve uscire dal grembo materno? Con che gamba? Meglio un “pliè”, con un piegamento delle ginocchia? O un “jeté”, salto con entrabe i piedi che toccanno il lettino operatorio nella stessa posizione? Il più professionale è senza dubbio il parto cesareo, i lineamenti rimangono morbidi, il trucco non s’impasta, e soprattutto l’acconciatura rimane in ordine e cotonata, e il cordone ombelicale può essere indossato a mo’ di fascia, che fa molto Miss. È bene scegliere con cura anche il primo vagito, un pezzo di Mia Martini denota un buon gusto musicale ed è un importante test canoro. Può sembrare un’esagerazione, ma tutto questo fa curriculum. La nuova aspirante Miss Italia ha un curriculum di tutto rispetto:
1994: Miss sorriso ecografia.
1995: Miss Parto, e si è spartita.
1997: Quando era in fascie è stata Miss Fascia, ma non s’è sfasciata.
1998: Miss Nido, Miss Nodo… e si è snodata.
Alle elementari è stata:
Miss terza: dove sterzando si cominciavano a vedere le prime curve.
Miss quarta: fu un anno di grande aggressività.
Miss quinta: dove si palesò la sua abilità nel stare dietro le quinte.
Il resto è storia di questi ultimi giorni. Quindi capite che c’è bisogno di una grande spinta, e per questo che le mamme spingono, spingono sin dal parto. Diventare Miss Italia è allora un punto di arrivo o un punto di partenza? Un po’ tutt’ e due. Una cosa è sicura, dopo il pianto della vittoria, per 365 giorni bisogna ridere per contratto, e poi per muscolo contratto, se riesci ad avere una semi-paresi è molto meglio così ridi senza sforzo e senza sfarzo. Anche se il concorso non deve essere truccato, purtroppo si vede lontano un miglio che le concorrenti sono asfaltate di trucco. Ore e ore di restauro, tra creme, botulini, massaggi, cerette, parrucchieri, truccatori, e finalmente dopo una lunga serie di interventi strutturali le vediamo in onda come mamma non le ha fatte. Volete qualche esempio? Abbiamo sorpreso, con uno scatto fotografico, una delle favorite mentre si sgranchiva le gambe facendo una spaccata. Le si sono strappati i centosessantasei punti di lifting sparsi qua e la per il corpo, e questo è il risultato:

Si tratta di una vecchietta di 90 anni del Vercellese, che sin dalla prima edizione di Miss Italia ha sempre tentato di partecipare al concorso con esiti a dir poco catastrofici. In conclusione possiamo arguire che per partecipare a Miss Italia il trucco non solo ci deve essere, ma si deve anche vedere. Allora non si dovrebbe chiamare più Miss Italia, ma Miss Trucco. Se si chiamasse Miss Trucco bisognerebbe struccarsi e i risultati sarebbero quelli che abbiamo visto.

 

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