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Sul filo del lavoro

Esodo sulle autostrade: In viaggio verso la pensione fino al 2015
Un gruppo di esodati, si ferma ad una stazione di servizio. Il gestore li vede e gli chiede perché si fermino. Chi si ferma non si afferma, dice, piuttosto andate più avanti perché avanti c’è posto. Ma sarà un posto fisso? Ormai a 50 anni si è disoccupati specializzati e, il disoccupato, è l’unica occupazione che sappiano svolgere e per la quale non ci voglia nessuna specializzazione. Chi si occupa è perduto così chi non è occupato occupa le fabbriche. I silurati salgono sui silos e in miniera si beve acqua minerale. Prima si beveva il vino, ma adesso non si riempie nemmeno la tavola. Solo un pezzo di pecorino e due sebadas, sempre se uno faccia il pastore, perché il latte non si vende. Eppure l’Italia potrebbe essere un paese ricchissimo, visto che di politici ne produciamo in surplus e a quanto pare hanno mercato. Nulla viene preso sul serio: i problemi del sulcis vengono discussi sul-ces, quelli di Genova e Taranto altrove, ma i risultati sono identici e inseriti nella testa dei cittadini con validi programmi di divulgazione scientifica. Da ogni parte si sentono promesse, e si sceglie in base a quelle che ci piacciono di più. Ma se tutto funzionasse come si deve, nessuno potrebbe promettere nulla di piacevole e nessuno voterebbe per un palo di cemento alto 60 metri con una ventola in cima… o forse sì? In ogni caso, si vede solo quello che ci promettono. Non si fa caso a ciò che non si conosce. Certo, se non si conosce non si sa che esista ma se non si guarda non si vede e, se non si vede, non si sa dove si andrà, a meno che non ti ci mandino, ma allora vuol dire che hai fatto qualcosa di brutto, ma non c’è motivo di preoccuparsi, ognuno è libero di andarci o meno, perché, se fosse obbligatorio andarci, l’italia sarebbe come una bottiglia di vetro: vuoto a rendere. Una rendita che noi cittadini non vediamo nemmeno adesso che il paese è pieno. Sarà perché è pieno dei risultati delle discussioni a proposito del Sulcis e non ne vogliamo vedere il contenuto. Fatto sta che continuiamo a nuotarci dentro e chi si ferma non si afferma, mentre chi occupa è perduto, o meglio, ha perduto il lavoro e, chi non ha un’occupazione, fa occupazione, su un tetto o sotto terra, se avesse un lavoro, avrebbe altro di cui occuparsi.
Per fortuna il morale medio della ciurma della barca Italia, ormai in naufragio, è sollevato da certi elementi, perché, tra una Ford e il bunga bunga, c’è chi lo prende dietro col sorriso.
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2 Risposte

  1. vera

    Un mio amico inglese mi diceva sempre: voi italiani nuotate sempre in mezzo alla melma(eufemismo)ma riuscite a stare a galla! ma come fate?!
    ……………………………………………………………..
    se riusciamo a galleggiare, lo dobbiamo solo alla nostra inventiva, non certo ai nostri governanti………riusciremo a nuotare in acque limpide prima o poi?

    • Cara Vera… siamo degli abili nuotatori, soprattutto quando c’è mare grosso non ci perdiamo d’animo, conquistiamo la riva e saliamo sugli scogli nonostante la risacca, è vero. Riusciremo a venir fuori da questo pantano nonostante la vergognosa e imbarazzante classe politica che ci governa. Avrai notato che su questo blog ignoriamo quasi del tutto la politica e soprattutto i personaggi che l’affollano perché non meritano l’attenzione di alcuno. a presto, Sal

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