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Il dono dell’ubiquità

Si sa, da sempre il dono dell’ubiquità è stato esclusivo appannaggio di massime cariche ecclesiastiche non facenti parte della divisione terrena del cristianesimo o personaggi mitologici, ma il dott. commercialista Paladino, forse per merito del cognome, forse per merito di un altro dio, le quali immagini sono distribuite nei portafogli dei più fortunati, si è ritrovato tra le fila di due schieramenti politici ben differenti e distinti. La riprova di ciò è la foto, la medesima in entrambi i manifesti, ciò vuol dire che il dott. Paladino si trovava in due studi fotografici differenti allo stesso momento. Ulteriore tesi a supporto dell’ipotesi è lo slogan, il medesimo per entrambe le candidature, inequivocabile segnale che il candidato parlava nello stesso istante della stessa cosa in due posti differenti. Molti scienziati e uomini di chiesa si interrogano su come sia possibile. I primi cercano dati sperimentali che supportino i fatti, i secondi cercano la risposta nel Vino, ehm, nel divino, ma entrambi sono d’accordo su una cosa: Se il cervello del soggetto praticante l’ubiquità non è abbastanza grande, le entità distribuite nello spazio diranno e faranno le stesse cose nello stesso momento… pensate che brutto se, mentre un’entità si trovi al bagno, l’altra abbia un impegno galante… Un’altra ipotesi, che noi screditiamo, ma gli atei supportano, è quella del trasformismo. Un cambio di vestiario che farebbe invidia ad Arturo Brachetti, ma in questo caso non si spiegherebbero la foto e lo slogan: Identici!

 

Foto da: cadoinpiedi.it

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3 Risposte

  1. Paola

    …….per la serie:
    “solo i cretini non cambiano mai idea!”

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