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Thomas Sankara

“Voi avrete di che nutrirvi, ma se il popolo è nella miseria e continuerà a restarci, un giorno vi impedirà di mangiare tranquillamente! [Thomas Sankara]
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A proposito di Thomas Sankara, vi segnalo un altro estratto di un suo discorso all’Organizzazione dell’Unità Africana: «Il debito pubblico nella sua forma attuale, controllata e dominata dall’imperialismo, è una riconquista dell’Africa sapientemente organizzata, in modo che la sua crescita e il suo sviluppo obbediscano a delle norme che ci sono completamente estranee. In modo che ognuno di noi diventi schiavo finanziario, cioè schiavo assoluto, di coloro i quali hanno avuto l’opportunità, l’intelligenza, la furbizia, di investire da noi con l’obbligo di rimborso.» Secondo me questo vale per l’Africa all’epoca di Sankara (e di oggi) ma vale anche per l’Italia e per moltissimi altri Stati, anche apparentemente ricchi, da diversi decenni a questa parte. Però permettetemi un’altra notazione. Il concetto di “popolo affamato”, prima ancora che da Thomas Sankara, era già stato teorizzato negli anni Sessanta da Rita Pavone (o meglio da Lina Wertmuller e Nino Rota…) nelle vesti di Gianburrasca nella famosa canzone “Viva la pappa col pomodoro”. Leggete qua: “…viva la pappa pappa, col po po po po po po po mo do ro, …la storia del passato, ormai ce l’ha insegnato, che un popolo affamato, fa la rivoluzion, ragion per cui affamati, abbiamo combattuto, perciò buon appetito, facciamo colazion, viva la pappa pappa… la pancia che borbotta, è causa del complotto, è causa della lotta, abbasso il direttor, la zuppa ormai è cotta, e noi cantiamo tutti, vogliamo che sia fatta, la pappa al pomodor, viva la pappa pappa…”. A presto.
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